Anghileri al Foglio: meno regole e più investimenti per crescere

27 febbraio 2025 | Giovani Imprenditori

“Meno regole più investimenti”, è il messaggio della Presidente dei Giovani Imprenditori, Maria Anghileri, a colloquio con il Foglio. E poi i dazi che “vanno contro il libero mercato. Ma c’è una preoccupazione in più: la sovrapproduzione cinese, di fronte alla chiusura americana, può riversarsi in Europa. Proprio come accade per le automobili. Io faccio parte della generazione Erasmus che ha conosciuto la società aperta, la libertà di movimento, gli scambi culturali, la democrazia europea. E’ una generazione che non vuole tornare indietro, anzi vuole andare avanti”. In concreto secondo Anghileri significa “Mercato unico dei capitali per esempio, meno burocrazia, meno norme, più chiare e uguali per tutti, un ambiente che favorisca l’innovazione. Un giovane su tre che frequenta le scuole superiori desidera aprire una nuova impresa, quel che manca è l’ecosistema, cominciando dal venture capital”. Infatti sulle start up “Ci vogliono regole comuni in tutta Europa ­– ha aggiunto Anghileri -, semplificazione burocratica (13.500 norme nella Ue contro le 3 mila negli Stati Uniti come ricorda sempre il presidente Orsini), sostegno alla creatività; i capitali non mancano, bisogna impiegarli bene in un ambiente favorevole”.

 

“Nessuno può negare che le imprese italiano abbiano creato valore per il paese, le esportazioni valgono il 40% del prodotto lordo, oltre 600 miliardi di euro. Il compito delle istituzioni è sostenere questa spinta”, ha sottolineato la Presidente dei Giovani Imprenditori in merito alla complessa congiuntura del Paese. “Industria 4.0 è stata un successo, una vera rivoluzione per le imprese piccole, medie e grandi, tutte l’hanno usata e ha contribuito moltissimo alla crescita degli anni scorsi. Allora riprendiamo quel che ha funzionato adattandolo alla nuova situazione. Va nella direzione giusta l’Ires premiale, con un’aliquota ridotta al 20%: è importante favorire il comportamento virtuoso, le società ben patrimonializzate che reinvestono gli utili per crescere e innovare, è un incentivo a far bene il mestiere di imprenditore. È necessario, però, che si eliminino le limitazioni per estendere copertura e platea”.

 

“La stabilità è una opportunità per cambiare l’ottica politica guardando finalmente non più al breve, ma al medio periodo, un’occasione per adottare politiche industriali con un orizzonte almeno triennale”. Ha aggiunto Anghileri per cui è adesso il momento di affrontare il tema energetico: “Ridurre le bollette è necessario per le imprese, ma anche per le famiglie, non c’è alcun contrasto di interessi”.

 

Sul contributo che possono portare le nuove generazioni di imprenditori, sulle competenze e l’istruzione, Anghileri ha detto: “Le radici culturali che noi abbiamo sono uniche”. La vera differenza è come si insegna. Da noi l’accumulo di nozioni spesso soffoca la originalità di pensiero. In Confindustria “I giovani rappresentano il 20% di tutti gli organismi associativi e non sono solo fiori all’occhiello. Molto è cambiato anche per le donne” ha ricordato la Vicepresidente: “parità di genere e staffetta generazionale sono due traguardi da raggiungere a cominciare dalle aziende”.

 

Infine, Anghileri ha ricordato l’impegno nel Sistema Confindustria che ha preso le mosse da Lecco, poi in Assolombarda e Lombardia, poi Vicepresidente dei giovani di Confindustria e ora Presidente. “Se dovessi trovare un filo rosso, è la gavetta che alla fine porta i suoi frutti”.


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